Autoscuola Europa - Scuola guida per tutte le patenti
  Analisi Fabbisogni

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Fabbisogni Formativi

 

 

 

 

 

 


Via Leopardi 8/10 50053 Empoli tel. e fax. 0571 76082

Analisi dei fabbisogni formativi nell’area del Medio Valdarno circa sicurezza stradale e con macchine operatrici.

Silvio Campigli *1
Luigi Lazzeri *2

*1 Ingegnere Aeronautico, Libero Professionista dal 1997 attivo nei settori industriali ed automotive, Insegnante di Teoria Abilitato da MCTC Firenze dal 1993;
*2 Insegnante di Teoria abilitato dalla MCTC Firenze dal 1976; Titolare Autoscuola Aci dal 1978 ; Titolare Autoscuola Europa dal 1993, Presidente del Centro Empolese Autoscuole; Consulente in infortunistica Stradale dal 1993


Introduzione

L'autoscuola Europa opera dal 1993, proseguendo l’attività dell’autoscuola ACI dal 1978; l’area di competenza tipica è il Medio Valdarno, vengono offerti corsi di formazione per il conseguimento di patenti di Guida di tutte le categorie, Nautiche da Diporto ed abilitazioni professionali di varia natura, fornite sia ad utenti privati che ad aziende o utenti professionali. L'eterogeneità del territorio, suddiviso in numerosi comuni, ha reso necessario l'effettuazione di un’analisi dei fabbisogni formativi per rinnovare e/o diversificare l’offerta formativa.

Modalita’ di raccolta dei dati

Sul territorio sono presenti numerose Piccole/medie imprese e soggetti privati; sono state raccolte informazioni presso la Ns. Clientela sia privata che professionale

Risultati della ricerca

Dalle interviste eseguite da Gennaio 2007 a Dicembre 2008 le conclusioni sono state le seguenti:

il territorio è fortemente eterogeneo, esistono molte aziende che forniscono servizi di trasporti e logistica oltre a piccole aziende commerciali che provvedono personalmente alla consegna delle merci presso i clienti; il quadro normativo è mutato recentemente ed ai sensi del D.LGS n. 395/2000 anche per gli autoveicoli che si possono condurre con patente di categoria B che fanno trasporto di merci e/o persone in Conto Terzi è necessario conseguire un apposito attestato di idoneità per il trasporto su strade nazionali ed internazionali; Grazie alla pluriennale collaborazione con Scuole ed Istituti del circondario volta principalmente all’insegnamento dell’educazione stradale in genere con particolare riguardo alle problematiche di sicurezza stradale, è nata l’esigenza in questi ultimi anni, a causa dell’incremento della densità dei veicoli circolanti, di formare adeguatamente i conducenti dei ciclomotori non soltanto dal punto di vista teorico ma anche dal punto di vista pratico, nonostante questo aspetto non sia previsto dal vigente CdS. Inoltre si è verificato un incremento di lavoratori che utilizzano il ciclomotore per consegnare le merci della propria azienda.

Per quanto riguarda l’utenza privata l’offerta formativa viene ampliata grazie alla realizzazione di corsi relativi a:

  1. Incontri sull’Educazione e la sicurezza stradale, in accordo con i plessi scolastici locali, rivolti ad alunni delle scuole primarie per consentire un corretto utilizzo della strada (come pedoni, conducenti di velocipedi e passeggeri di autoveicoli)
  2. Lezioni di carattere teorico /pratico rivolto ai conducenti di ciclomotori per migliorare la preparazione nell’utilizzo dei veicoli e della strada, con particolare riguardo alla sicurezza;

Le figure professionali maggiormente richieste sono le seguenti:

  1. Autisti adibiti alla guida di Autoveicoli trasporto Merci e Furgonati e Telonati
  2. Magazzinieri in possesso del Certificato di guida sicura per il muletto e carrelli

A tale riguardo le Aziende, soprattutto le medio piccole sono poco propense a privarsi della collaborazione del dipendente per il tempo necessario alla formazione. Preferiscono quindi assumere personale già in possesso delle caratteristiche da loro ricercate.

Nella zona, al momento, non esistono Organizzazioni in grado di erogare corsi per conseguire le suddette qualifiche e gli utenti sono spesso costretti a spostarsi in altre zone. Questo comporta un disagio sia per quanto riguarda i tempi di trasferta che i costi di viaggio e molto spesso la conseguenza è una rinuncia a formarsi professionalmente.

Ultimamente è stato riscontrato un incremento di utenza straniera (principalmente di nazionalità albanese romena) questi frequentano spesso corsi per il rilascio delle patenti di categoria superiore, questo titolo estremamente qualificante necessita comunque di essere affiancato da una formazione specifica come sempre più richiesto dalle aziende.

Per quanto riguarda la sede per i corsi di formazione, vi è una richiesta ripartita in maniera omogenea tra corsi da erogare presso la Sede della Agenzia nel caso di Privati e/o piccole imprese, mentre le imprese Medio Grandi prediligono la realizzazione di corsi presso le rispettive sedi.

Conclusioni

Il materiale raccolto evidenzia come le piccole aziende faticano a reperire risorse da dedicare alla formazione del proprio personale. Diversa è la situazione per le grandi aziende presenti sul territorio (Srl o Spa) che quasi annualmente organizzano dei corsi di formazione ed aggiornamento dedicati ai loro dipendenti. Per quanto riguarda l’utenza privata risulta che la maggior parte delle persone interessate alla propria formazione hanno già un impiego e sono spinte dal desiderio di “aggiornarsi” e migliorare le loro prospettive lavorative. Anche i disoccupati hanno estremo interesse in tal senso, ma spesso sono limitati nella loro partecipazione dalle scarse risorse economiche. Anche gli utenti stranieri che ritengono molto importante formarsi e certificarsi. Visti i risultati dell’analisi effettuata, la nostra intenzione è di adeguare la nostra offerta alle esigenze del territorio e, a tale proposito, procedere ad una analisi dei fabbisogni sempre più diretta, mirata e approfondita.

APPENDICE

Descrizione della metodologia seguita

L’analisi dei fabbisogni è un'attività di ricerca finalizzata all’individuazione delle esigenze di apprendimento di un determinato “target” in termini di competenze. Più specificatamente è un‘attività di ricerca volta all’individuazione del gap di competenze che esiste tra le competenze possedute e quelle richieste in riferimento ad una specifica figura professionale. Quindi, l’analisi dei fabbisogni formativi deve avere l’obiettivo di individuare le esatte necessità di formazione degli utenti finali, al fine di una corretta e dettagliata individuazione degli obiettivi della formazione e della definizione delle esigenze di progettazione. L’importanza dell’analisi dei fabbisogni risiede nella convinzione di molti che se condotta in modo adeguato alimenta la disponibilità ad apprendere: per questo motivo pur essendo stata definita come attività di ricerca, si colloca a pieno titolo all’interno del processo di formazione.

Molte sono le informazioni che l’analisi dei fabbisogni punta a recuperare e per questo motivo è fondamentale prendere in considerazione diverse fonti. Entrando nel dettaglio possiamo distinguere tra fonti come documenti e fonti come persone.

Ciascuna fonte richiede, naturalmente il giusto metodo d’interrogazione. Per questo è importante utilizzare strumenti diversi. Questi i principali:

Interviste individuali face to face: si tratta di incontri individuali il cui focus sono le esigenze di apprendimento che l’intervistato percepisce per sé o per gli altri attori dell’organizzazione. L’obiettivo può essere esplorativo oppure di approfondimento Interviste individuali face to face con opinion leader o best performer: in questo caso l’interlocutore viene selezionato in funzione della posizione occupata, della conoscenza dei fabbisogni formativi del contesto in cui lavora o dello standard qualitativo che rappresenta in termini di competenze e, quindi, di prestazioni Intervista di incidente critico: sono interviste individuali o di gruppo nelle quali si chiede di raccontare uno o più episodi determinanti positivamente o negativamente per la propria posizione lavorativa e per il successo o insuccesso professionale. Da tali episodi si determinano le competenze critiche che influenzano le performance che vanno, pertanto, sviluppate Interviste individuali telefoniche: è un‘intervista individuale faccia a faccia ma risulta più breve e mirata. Può essere strutturata attraverso la compilazione di un questionario telefonico Focus group: la riflessione sulle esigenze di apprendimento viene proposta ad un gruppo di persone (da quattro a otto) convocate dal ricercatore che dopo aver lanciato il tema di discussione modera il dibattito. La presenza di un osservatore garantisce la rilevazione dei diversi punti di vista. Con questo strumento è possibile capire il modo in cui quel contesto organizzativo percepisce la formazione Riunioni: il responsabile dell’analisi dei fabbisogni presenta una relazione in fieri sui risultati dell’attività che sta svolgendo agli interlocutori organizzativi che sono “portatori di interessi” rispetto al tema della formazione. L’incontro ha quindi lo scopo di recuperare feedback, suggerimenti e integrazioni Questionario autocompilato: si tratta di un questionario, in forma cartacea o elettronica, che viene compilato dal destinatario in totale autonomia Questionario compilato dal ricercatore: si tratta di un questionario, in forma cartacea o elettronica, che viene compilato dal ricercatore a seguito delle risposte che l’intervistato fornisce Diario delle attività e degli eventi critici: gli attori dell’organizzazione vengono invitati ad annotare le attività di lavoro in cui sono impegnati e/o in particolare le situazioni di insuccesso o le criticità che hanno evidenziato gap di competenze Analisi di contenuto: è il vaglio della documentazione disponibile al fine di rintracciare le indicazioni significative per l’analisi dei fabbisogni Osservazione diretta: pur trattandosi di modalità di ricerca che impegnano molte risorse per essere realizzate e risultano difficili da gestire per il rischio di essere confuse con una sorta di “controllo” interno, l’osservazione diretta è particolarmente efficace perché consente di analizzare aspetti di cui gli stessi attori non hanno consapevolezza Naturalmente gli strumenti appena descritti utilizzano approcci completamente diversi. Il questionario è, per esempio, lo strumento privilegiato dalla ricerca quantitativa. Il focus group riesce invece ad evidenziare dati di tipo qualitativo perché lascia spazio alla soggettività e ha l’obiettivo di comprendere in profondità quello che l’interlocutore vuole comunicare. L’integrazione dell’approccio quantitativo con quello qualitativo risulta l’approccio più corretto perché riesce a comporre un quadro maggiormente aderente alla realtà. Tale integrazione può avere luogo, per esempio, mediante l’utilizzo di tre strumenti diversi:

somministrazione focus group per ricostruire le macroaree di indagine del questionario (dato qualitativo) somministrazione del questionario (dato quantitativo) intervista individuale face to face (dato qualitativo) Le informazioni provenienti dall’analisi dei fabbisogni consentono di mettere in evidenza le esigenze di apprendimento delle persone che lavorano nell’organizzazione. Naturalmente, per utilizzarne pienamente i risultati, i dati emersi dall’analisi dei fabbisogni vanno rielaborate in un report di ricerca.